Dall’Iran mi scrivono: quei sacchi neri coi cadaveri ‘parlano di noi’. La nazione ridotta a mattatoio
C’è un odore che percepisco, che non riesco a scrollarmi di dosso, un odore che non dovrebbe appartenere a nessuna cronaca, a nessun racconto di vita. È l’odore del sangue fresco che si mescola alla polvere delle strade di Teheran, un profumo ferroso, amaro, che buca lo schermo del cellulare ogni vo...
Log in to bookmark articles and create collections
Isabella News